Il comparto italiano dei serramenti ha dimensioni molto più rilevanti di quanto possa suggerire la sua frammentazione. A fotografarlo è il report Serramenti: imprese, produzione, scambi commerciali e incentivi fiscali, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato insieme all’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia.
Lo studio, basato su dati Istat, Eurostat, Unioncamere-Infocamere e Inps, permette di quantificare imprese, occupazione e valore economico di un mercato composto da una forte presenza artigiana, ma anche da numerose realtà industriali.
Oltre 20 mila imprese
A settembre 2025 risultavano registrate in Italia 20.738 imprese produttrici di serramenti, per un totale di 92.492 addetti.
Il valore della produzione economica attribuito al comparto nel 2024 viene stimato in 13,8 miliardi di euro. Rapportando questo valore al numero degli addetti si ottiene una media di circa 149 mila euro di fatturato per lavoratore.
È naturalmente un dato medio che nasconde differenze considerevoli tra le diverse dimensioni aziendali. Le imprese maggiori presentano infatti valori per addetto sensibilmente superiori.
Le aziende più grandi pesano molto
Un’analisi dei bilanci dei principali produttori consente di vedere meglio questa differenza.
I primi 100 produttori italiani di serramenti hanno realizzato complessivamente nel 2024 circa 2,25 miliardi di euro di fatturato, con 9.360 addetti. La media arriva quindi a circa 240 mila euro per addetto, oltre il 60% in più rispetto alla media generale indicata dal report di Confartigianato.
Un’analoga fotografia emerge considerando i primi 500 produttori: secondo i dati elaborati da Oriens Consulting, queste aziende hanno raggiunto nel 2024 un fatturato complessivo di circa 3,9 miliardi di euro, con 16.577 addetti. Il valore medio è dunque di circa 235 mila euro per addetto.
Il confronto evidenzia quanto la dimensione aziendale incida sulla produttività e sul fatturato generato per lavoratore.
La stima complessiva resta vicina ai dati ufficiali
Si può provare anche a ricostruire il valore prodotto dalle imprese che si trovano al di fuori delle prime 500.
Sottraendo i 16.577 addetti delle maggiori aziende dai 92.492 complessivi indicati da Confartigianato, rimangono circa 75.900 lavoratori.
Applicando a questa parte del mercato una stima prudenziale di 125 mila euro di fatturato per addetto, si arriva a circa 9,5 miliardi di euro. Sommando i 3,9 miliardi attribuiti ai primi 500 produttori, il risultato è di circa 13,4 miliardi.
La cifra è molto vicina ai 13,8 miliardi stimati dal report di Confartigianato: una differenza di circa il 3%, compatibile con metodologie e perimetri di calcolo differenti.
Il dato più interessante, quindi, non è tanto stabilire quale delle due cifre sia quella definitiva, quanto constatare la sostanziale convergenza delle stime.
Un mercato ancora più grande considerando l’economia non osservata
Le elaborazioni citate si basano su fonti ufficiali e, proprio per questo, non possono fotografare integralmente eventuali attività che sfuggono alle rilevazioni statistiche.
Il valore effettivo del comparto potrebbe quindi essere superiore alle stime disponibili.
Già i soli dati ufficiali delineano comunque un mercato di notevole dimensione: più di 20 mila imprese, quasi 100 mila addetti e un giro d’affari nell’ordine dei 14 miliardi di euro.
Numeri che restituiscono una prospettiva diversa su un comparto spesso percepito soprattutto attraverso la dimensione della singola impresa o del singolo installatore. Dietro questa frammentazione esiste invece una filiera nazionale economicamente significativa, nella quale convivono piccole aziende artigiane, PMI strutturate e grandi produttori.
Il report di Confartigianato offre dunque una base utile per comprendere meglio non soltanto quanto vale oggi il mercato dei serramenti, ma anche come è distribuito tra imprese, occupazione e diverse dimensioni aziendali.
